Usare ironia e leggerezza, in poesia viva

Usare ironia e leggerezza, in poesia viva,
riciclare, quando scende il panico – come una mannaia,
posso solo questo, come sollievo – al panico – riciclare;
miei eroi, anima della mia generazione,
parlo per voi, che siete stanchi e spossati:
giustizia e gioia! giustizia e gioia!
E’ questo il riscatto.

*
(Distrazioni!
signore incontrastate
della mia giornata, lasciatemi riconoscere:
il lavoro artistico si ciba di libri e di ispirazioni,
e di tanti altri nobili sostentamenti,
tutti impegnativi e fondamentali certo
(e così seri!), ma conta (anche di più!) uscire,
il giorno e la sera; sopratutto uscire di notte: Roma,
anima mia,
io la conosco bene, la tua notte;
la sua dolcezza – nell’aria e nella terra,
nel barocco e nel cemento,
nel misto di promesse sussurrate e volgarità esaltate,
ai lati di monumenti, strade, vicoli e locali – respira;
e così tante volte l’ho respirata – e la respiro ancora!
Ascoltami bene amico apparso,
solitario e inafferrabile; uscire vale più di un pretesto,
devi sapere: vale più di un rimpianto; per questo,
Roma, ti renderò poesia ogni volta che ti concedi,
a me, senza alcuna riserva).

[2007-08]

Questa voce è stata pubblicata in Lezioni gramsciane e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...