L’economia III

L’economista felice (la nuova guida spirituale)

ci dice convinto cosa sia il nuovo infinito,

il mito ultimo della razza umana: è il consumo,

l’ultimo assoluto che ci resta da adorare (risoluto

con finanziamento e taeg zero, se vogliamo:

abbiamo libertà di scegliere – il libero arbitrio

santo e comandato, resta sempre buon accetto).

Così ci dice (sicuro) l’economista, il buon pastore

che si prende cura delle nostre anime smarrite

in questo inizio di secolo (e vorrei vedere

se non lo fossero, smarrite!); ci fa digerire

l’ostia amara dell’etica capitalista, fatta

corpo e anima (delimortaccisua) delle nevrosi

e delle insoddisfazioni, di chiari inganni

e finte concessioni: che gran peccato

se non lo compri – c’era lo sconto! era in saldo!

non si può mancare di rispetto – facciamo

il segno della croce, mettiamo mano al portafogli:

un infinito ciclo, la stessa logica del noto cane

che si morde la coda (ancora non lo mangiamo,

il cane, per il momento; non è economicamente

appetibile, non ancora). Cosa ho da rispondere

allora, io, a tutto questo? Ma solo che con una preghiera:

«Che la provvidenza ci aiuti (visto che la previdenza c’è stata tolta!)».

[2013]

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