Gli eroi (che ho accanto)

Quanto talento vedo invece negli eroi che ho accanto!

(e non sanno, loro, di essere eroi);

hanno fame e vita,

belli e abbandonati (non più dannati),

sono lasciati a se stessi

o al nulla, e soffrono di un’umiliazione pratica;

la meritocrazia che li dovrebbe cullare

li lascia senza appoggio; sotto il cielo che da merito,

che così fieramente sbandiera il proprio credo,

la propria severa disciplina, nulla vi rimane:

un’occasione, un posto giusto, del tempo: e si fa il merito!

Ecco come funziona, niente di più.

Discorsi d’altri tempi – occhio!,

non parlo di lotta di classe né di socializzazione

dei mezzi di produzione, sono al di fuori di questi discorsi,

ho un’intelligenza storica, io. E’ il mio paese, proprio lui.

Ma che parlo a fare, l’avrete notato già da voi.

I burocrati della politica ci convincono:

una piovra dai tanti tentacoli,

le loro ennesime parole – tanto usano meritocrazia

che li fanno elevati e seri, ma poi soffiano solo

sonno; sulle nostre palpebre solo sonno,

stanco soffio di sonno (… sonno … sonno … fffffh … ).

[2008]

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