Arte e società

Ha sempre avuto un’importanza netta per me.

Quando possiedo una tessera Atac in tasca,

mi sento pronto per godermi in pieno questo legame.

Non mi costa molto, una volta ancora meno.

Con o senza meta, non mi limito mai a un viaggio;

stare in piedi con un braccio teso a un

corrimano non lo trovo mai tempo buttato;

quanto s’impara, che piacere raffinato si gode,

che estetica alta e comunque concreta, si coglie.

Costa fatica, certo, ma quel che si ricava,

vale qualunque palcoscenico, qualunque opera,

qualunque visione, qualunque ouverture!

 *

Il mio impegno in società lo baso su aspetti marginali,

inutili, inefficaci; ringrazio sempre quando serve;

per il resto, faccio poco, rimango buono e mi limito

a osservare (a un marxista farei orrore! – se ce ne fossero

ancora, certo); non conto nulla a questo mondo

e non mi lamento; non stanno certo ad ascoltare me,

che non possiedo i titoli giusti – è importante

avere i giusti titoli: sentito in tv quanto detto? La politica,

me la tengo dentro: chi la vive sulla propria pelle mi guarda dall’alto in basso:

«L’arte della politica non s’improvvisa», mi dicono i loro sguardi

presuntuosi; chi se ne disinteressa mi guarda con sufficienza:

«Di cosa stai parlando?», mi dicono i loro sguardi smarriti.

Ma i conti in tasca me li faccio, vivo pur sempre nel mondo,

e mi ritrovo l’auto perennemente in riserva – la spia gialla accesa

(per uno che ha la tessera dei mezzi pubblici, poi!).

 *

Dall’arte invece fuggo di continuo, e ne vorrei fare!

M’invento sempre scuse per evitare le mie responsabilità creative:

per soddisfare la mia anima più grande basta non soddisfarla affatto!

(questo mi sono sempre detto). Piuttosto una fuga in metropolitana:

“Avrò idee!, mi darà ispirazione, ne sono certo, ecco lo sento”.

L’efficienza nobile, il piglio pragmatico dei vincenti: macchè!

Niente. Allora giù con altri giri, locali e farse notturne:

non si vive solo di “percezione” e “tecnica” (mi giustifico così, soddisfatto).

Questo, almeno, posso dire di aver imparato, dalla mia vitain società.

 *

Ho di nuovo l’automobile in riserva.

Domani metterò le solite dieci euro.

In un gesto l’unione di arte e società.

[2009]

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