Il medioevo

Al poeta la visione intuitiva, al filosofo

la dichiarazione logica”, e al meccanico

la mia macchina (la terza volta in pochi mesi;

questi guasti improvvisi mettono di fronte

alla caducità dell’esistenza – e ai conti da pagare!).

Una piccola passeggiata non farà male,

rischiara i pensieri, mette ordine: ecco,

tanti passi fatti e alcuna soluzione;

guardo al cielo in cerca d’ispirazione,

ma dalle stelle non vengono più risposte:

l’astronomia risale a una vecchia passione,

l’orizzonte (si sa) non ha punti di riferimento –

la totalità inseguita, smarrita da tempo:

ma d’altronde, «niente mi spaventa più

di un poeta matematico» (siamo sicuri

poi che la verità sia nelle cose eterne?

E se fosse, invece, nel divenire, nell’instabile? – l’esigenza

religiosa comunque permane, non mi accontento

del pane e della scienza, o della tradizione).

Hai sentito il figlio del signore di fronte?

Ha un lavoro alle Poste, e presto si sposa –.

Ma le mie intenzioni erano alte, e così sincere;

sono tempi bui, che posso fare, ci rendono

feroci ed infelici (e così soli!), vassalli

valvassori vicini di casa fieri del voto al signore

(comunque vuoti, anche se intrepidi consumatori).

«E’ più facile che un cammello

passi attraverso la cruna di un ago

che un tassista dia la precedenza».

[2011]

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