Materialismo #9

Mi conosco – so di che pasta sono fatto: i risultati, che disastro!

non ottengo un briciolo di soddisfazione dalla vita immanente;

le frustrazioni sono all’ordine del giorno; l’inedia, l’infallibile

motore del mio quotidiano; sperpero senza cura quel poco di talento

che ho e manco di disciplina; la mia vita (ti dico): non son nato

per risolverla. Ma vivere mi diverte ancora – i miei dolori

vengono tutti da rimpianti e rinunce; da lotte abbandonate

ancor prima di cominciare, per timore o sfiducia

nei mezzi dell’esistenza; la vita è una questione di scelte –

e le scelte non fatte contano più di tutte! Apprezzo

con cuore quest’umanità bistrattata e le sono vicino

con spirito e passione; per chiunque ho sempre

parole di giustificazione; la rabbia che esce dalle mie

labbra è solo delusione per chi ha tradito amaramente

l’alta fiducia che nel genere pongo: ho amore per l’uomo,

ho amore per il mondo. E allora, dicevo (e concludo): mi conosco

so bene di che pasta sono fatto: i risultati, che disastro!

Ma in fondo: è davvero così importante il fine?

se vivere mi da ancora gusto? e non conosco

un altro posto (per il momento) dove esistere?

*

Oh non smetterò di lamentarmi, comunque.

[2011]

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