Materialismo #4

Questi grandi personaggi! Questi grandi eventi!

I grandi poteri, le grandi economie! (parlo

delle loro sante logiche, le definite gerarchie

e curate giustificazioni, così alte, importanti,

notevoli, sottili – usano queste parole, no?

queste stesse parole nei nostri confronti, sbaglio?): bé,

dove sono? quanto contano? che potere hanno? ora

che (in piedi) ti sono dentro e mi dici «Sì!»,

e ti guardo negli occhi – o il fondo della parete,

tra i ritratti e le fotografie artistiche, tenute vive e appese

da un nastro rosso; cosa importa, quanto valgono? Dimmi,

contano tanto? Io, che non conto nulla al mondo – e mi guardo bene

dal contare qualcosa in un mondo simile! – sentendomi

così desiderato con le mani, e le dita, ed il respiro,

fremere (felice!) contro, mi vien da credere: sono salvo!

Siamo salvi! E mi sembra di abbracciare

qualche forma di attesa spiritualità, lontano

dal peso (ottuso) del mondo, dalla dipendenza del reale,

che ci costringe a marciare, a vivere senza ambizioni vitali.

Per quanto mi riguarda, l’unica forma di lotta che oggi sento vera.

*

La mia rivoluzione comincia

ogni volta che i tuoi occhi

mi dicono (gioiosi) di sì.

[2011]

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