Anouk Aimèe

Quella che abita qui è la notte.

Ho ancora forti dubbi al riguardo; mi proteggo

dai dolori della vita come mi riesce; non comprendo nulla

di quanto mi accade e lo trovo così erotico;

non ho più l’ambizione di risolvere la vita;

appare improvvisa questa felicità imprecisa.

Quella che abita qui è la notte.

 

Ma chi sei veramente tu,

che in poco tempo mi hai portato

quello che per anni non ho avuto mai?

che venuta dal nulla, mi concedi

con facilità (e felicità!) il tuo corpo? e una feroce

passione ci consuma in poche notti, chi sei?

Leggendomi la mano, la prima sera – Due vite parallele!

m’hai detto – che qui si ricongiungeranno

indicandomi il punto preciso. Hai subito sorriso,

come a rendere uno scherzo tutto quello che avevi

appena detto; solo io sapevo bene di cosa tu stessi parlando.

Dovrei additarti come un miracolo, dirti gentili parole

di ringraziamento; magari riuscirti ad amare,

come faccio quando ti possiedo, su questo letto,

e altrove, senza alcun timore né imbarazzo.

 

Magari Anouk Aimée! pensavo; fosse lei, qui con me,

saprei come fare, l’amerei senza incertezze,

in bianco e nero! – con i capelli lunghi

o corti, frangetta e caschetto, con gli occhiali

e il rimmel nero – quella piccola meravigliosa donna,

che mi dona un incanto tale da mettermi

sempre di grazia a pregare la vita, l’amore;

la toccherei sulle spalle

con una cura da cristallo, non mi sbaglierei

nel dirle un “Ti amo” convinto.

Ah il cinema! eh, troppo facile amare

una donna di celluloide, è così sicuro

in due dimensioni darsi ai sentimenti.

Questa sigaretta la riesco a fumare,

riesco ad avere un orgasmo, magari a fartelo avere.

Ma ad amare? sentirmi amato? volerlo?

Facile, in due dimensioni, darsi ai sentimenti.

 

Al buio, m’affaccio dalla tua cucina;

vedo Roma popolare e multietnica dormire;

il fumo ha in bocca il sapore dei tuoi umori,

l’odore dei tuoi capelli, il riflesso chiaro della tua schiena.

Stasera, l’ultima sera! (come avevi detto), vado via.

Senza svegliarti, e via, – come avevi promesso

E’ l’ultima sera»), senza rumore, ed esco.

Quella che abita qui è la notte.

 

Ho ancora a cuore la vita.

Questa voce è stata pubblicata in Dizionario dei miti d'epoca e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Anouk Aimèe

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...