Letterati e indifferenti

Questo tema mi preme tanto:

è facile far poesia – bei giovanotti! –

coprendosi la bocca e gli atteggiamenti

con parole difficili e le forme complesse:

con la bocca così ostacolata cosa mai

potrà uscire (lo diceva – e ripeteva –

il mio maestro di canto: aria, cuore

e polmoni; ed il sacro rigore della gioia); ho timore

(invece) di dubitare che siano “cure” per nascondere il vuoto di messaggio;

diffido dalle metafore ardite, e, perdonatemi,

dalla salvezza dei “concetti”;

i feticci linguistici sanno farsi poesia solo per chi

non ha alcunché da dire; e ai signorotti critici,

bravi e leggeri loro, dico: «Perso lo scopo, mai l’appetito!

Ah che peccato è esser belli e intelligenti e colti,

se poi ci si ferma in maniera così ottusa alla solita forma

(non sono mica tutti Michele Rak!)».

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Una risposta a Letterati e indifferenti

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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