L’introduzione

Il mondo gira sempre nella stessa direzione;

non facciamo finta di scandalizzarci; che sarà mai

qualche altra porcata, un’ingiustizia nuova; disorientarsi

è diventato un passaggio obbligato per ogni persona

avveduta – un segno di cui vantarsi, perfino; cercare

non è un verbo così divino; e trovare nemmeno, lo è.

Il mondo gira sempre nella stessa direzione.

Ma dietro l’angolo, riconosco,

può apparire l’inaspettato; un miracolo sarebbe meglio –

se parliamo di inaspettato, e di divino –, accorgersi

in un attimo che una vita ha ancora da esprimere,

che un’intuizione improvvisa può ridare vigore,

che non si è all’ultima spiaggia; – economicamente poi,

il miracolo è più appetibile (mai quanto il mattone!

e meno di un auto ibrida, certo): l’inaspettato, dunque:

di questo volevo parlare: può sempre apparire,

dietro l’angolo (un qualsiasi angolo)

(Ad esempio, il mio passato: aspetto sempre un’inaspettata rivelazione:

quando lo rivivo, nella mia memoria, riesce sempre meglio

una seconda vita! E poi?) (oh ma su per questa salita

qualcosa è cambiato!: cosa sentivo, cosa volevo,

non ha alcuna importanza: sentire!, volere!, ha importanza;

tutte quelle storie, quei desideri, quelle ambizioni personali, che mi sono portato

appresso per anni, che per anni

le ho considerate «vitali» ed «essenziali», di colpo

mi paiono adesso tutte azzerate (devo pur dire

che, nella loro frustrazione, erano un bel motore):

ma questioni quali partecipare/non partecipare al mondo

ormai non significano nulla: l’assoluto! (una verità assoluta)

a me sembra di poco conto (e così noiosa). Cercare (difatti)

non è un verbo così divino; e nemmeno trovare, lo è).

 *

Aspetto l’inaspettato, una vicenda ridicola e felice

(un miracolo, una preghiera ben riuscita?).

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5 risposte a L’introduzione

  1. uovadigatto ha detto:

    Spettacolare!
    Hai dimostrato che la poesia intera è ancora possibile.
    Intera nel senso di ragionata, ma viva: con tutte le sfumature del privato, ma con i nodi più spinosi del mondo attuale.
    Che dire? Hai reinventato la satira.

  2. Pingback: L’introduzione | uova di gatto

  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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