Usare Ironia e leggerezza (in poesia viva)

Usare ironia e leggerezza, in poesia viva,

riciclare, quando scende il panico – come una mannaia,

posso solo questo, come sollievo – al panico – riciclare;

miei eroi, anima della mia generazione,

parlo per voi, che siete stanchi e spossati:

giustizia e gioia! giustizia e gioia!

E’ questo il riscatto.

*

(Distrazioni! – mie amate –

signore incontrastate della mia giornata, lasciatemi riconoscere:

il lavoro artistico si ciba di libri e di ispirazioni,

e di tanti altri nobili sostentamenti, tutti impegnativi e fondamentali

(e così seri!) certo, ma conta (anche di più!) uscire,

il giorno e la sera; sopratutto, uscire di notte: Roma,

anima mia,

io la conosco, la tua notte;

la tua dolcezza – nell’aria e nella terra,

nel barocco e nel cemento,

nel misto di promesse sussurrate e volgarità esaltate,

ai lati di monumenti, strade, vicoli e locali – respira;

e così tante volte l’ho respirata – e la respiro!;

ascoltami bene amico apparso,

solitario ed inafferrabile; uscire vale più di un pretesto,

devi sapere: vale più di un rimpianto; Roma,

ti renderò poesia ogni volta che ti concedi,

a me, senza alcuna riserva!).

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